DNS Record Types Explained: A, AAAA, CNAME, MX, TXT, NS and PTR
2026-09-02 · 6 min
When something 'DNS' breaks, the failure is almost never about DNS in general - it is about one specific record type being missing, wrong, or cached for too long. The domain resolves but mail bounces; the site works but email verification fails; the new server is live but some visitors still see the old one.
Each of those is a different record type. Here is the practical map of the seven you will actually meet, what question each one answers, and how to debug them with a lookup tool.
1983
DNS is specified
RFC 882 and 883 define the Domain Name System, replacing the hosts.txt file that every machine on the (tiny) ARPANET downloaded - the typed record structure is there from the start.
1987
The core standard
RFC 1034 and 1035 consolidate DNS as we still use it today: the record types, the zone delegation model, and the caching behavior that makes the whole system scale.
1996
AAAA for IPv6
RFC 1886 defines the AAAA record to carry 128-bit IPv6 addresses - four times the letters of A, four times the address size, and the reason dual-stack sites list both records.
2010
The root goes DNSSEC
The root zone is signed with DNSSEC (RFC 4034 family), adding cryptographic signatures on top of the classic record types so answers can be verified, not just trusted.
The records you meet every day
A maps a name to an IPv4 address; AAAA does the same for IPv6. CNAME is an alias - it points a name at another name instead of an address, which is why www is usually a CNAME to the bare domain. NS records say which servers are authoritative for a zone: they are the delegation mechanism that makes DNS a tree.
MX is the odd one: it answers 'which servers accept mail for this domain', with a priority number to allow backups. A domain can have a working website with a completely broken MX - which is exactly why 'the site works but mail doesn't' is a one-record diagnosis.
TXT: the swiss-army record
TXT records carry arbitrary text, and the ecosystem has piled its most important policies into them. SPF lists which servers may send mail for the domain; DKIM publishes signature keys; DMARC tells receivers what to do when those two fail. Domain-ownership verification for dozens of services (search consoles, certificate authorities, SaaS signups) is also just a TXT record with a challenge string.
This is why mail deliverability debugging starts with TXT: a missing or malformed SPF can make even a perfectly healthy server's mail land in spam. The records are small, but they carry the trust decisions of the entire mail system.
One name, many answers: the record type selects the question - address, alias, mail routing, policy text, delegation or reverse lookup.
PTR: the reverse record people forget
PTR is the mirror of A: it maps an address back to a name. It lives in special reverse zones under in-addr.arpa (and ip6.arpa for IPv6), and is configured by whoever owns the IP block - typically your hosting provider, not your DNS registrar. This is why a PTR cannot be set in the same panel as the rest of your records.
Mail receivers care a lot about PTR: a sending server whose address has no reverse lookup - or one that does not match its HELO name - looks exactly like spam infrastructure. If your server's mail is rejected with a reverse-DNS error, the fix is at the provider, not in your zone.
TTL: why your change hasn't propagated
Every record carries a TTL - the number of seconds any resolver on the planet may cache the answer. This is why DNS changes 'take time': resolvers keep serving the old answer until its TTL expires. A record with a 3600-second TTL can be stale for an hour everywhere it was already queried.
The practical pattern: lower the TTL well before a planned change (many operators drop to 300 seconds), make the change, verify with lookups against multiple resolvers, then raise the TTL again to enjoy the caching. When a lookup tool shows a different answer than your local dig, a cache somewhere is almost always the explanation.
In sintesi
Every 'DNS problem' is a specific record with a specific question. Identify the type, check it with a lookup tool, and mind the TTL - that is ninety percent of DNS debugging in one sentence.
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Cos'è
Ping invia pacchetti ICMP Echo Request a un host e misura il tempo impiegato dai pacchetti ICMP Echo Reply per tornare indietro. È il test di connettività di rete più elementare che esista: risponde esattamente a una domanda, "questa macchina è raggiungibile, e con quale rapidità?". Il protocollo ICMP (RFC 792) è stato progettato nel 1981 specificamente per trasportare messaggi di controllo e diagnostica sulle reti IP, al di fuori di qualsiasi traffico applicativo - Ping ne è l'implementazione più nota e universalmente disponibile, presente praticamente su ogni sistema operativo e dispositivo di rete fin dalle prime versioni.
Come funziona
Ogni pacchetto ICMP trasporta un campo TTL (Time To Live) decrementato di uno a ogni router attraversato; se raggiunge zero prima di arrivare al target, il pacchetto viene scartato e un errore viene rimandato al mittente. Il tempo di andata e ritorno (RTT), misurato in millisecondi, riflette la latenza di rete cumulativa sull'intero percorso, non solo l'ultimo tratto vicino al target - un punto spesso frainteso, poiché un risultato di ping lento può avere la sua causa in qualsiasi punto del percorso, non necessariamente vicino al server testato. Un ping in genere invia più pacchetti di seguito anziché uno solo, il che permette di distinguere un picco di latenza occasionale da un problema ricorrente e di calcolare un tasso di perdita di pacchetti sul campione.
Interpretare i risultati
Un RTT basso e stabile - pochi millisecondi su una rete locale, tra 10 e 50 ms per una destinazione nello stesso paese, e notevolmente di più per un collegamento intercontinentale - indica una connessione sana. Anche una piccola perdita di pacchetti (oltre l'1-2%) è particolarmente dannosa per usi sensibili alla latenza come VoIP o sessioni remote interattive, dove ogni pacchetto perso si manifesta come un'interruzione o un'interferenza udibile. Una latenza molto variabile da un pacchetto all'altro (jitter) è spesso, per questi stessi usi, un problema maggiore di una latenza elevata ma perfettamente stabile. "Richiesta scaduta" significa che non è arrivata alcuna risposta entro il tempo previsto - l'host potrebbe essere effettivamente offline, un firewall potrebbe bloccare silenziosamente l'ICMP, oppure un percorso potrebbe essere interrotto in qualche punto del tragitto; "Destinazione irraggiungibile" è diverso e più informativo: un router intermedio ha esplicitamente rimandato indietro un messaggio dicendo di non essere riuscito a inoltrare il pacchetto, il che aiuta a circoscrivere dove si trovi realmente il problema.
Errori comuni
L'errore di interpretazione più comune è concludere che un host sia "offline" nel momento in cui un ping fallisce, quando in realtà moltissimi server e dispositivi - specialmente dietro un firewall ben configurato, o ospitati presso i grandi provider cloud - bloccano deliberatamente l'ICMP in ingresso per policy, pur essendo pienamente operativi e raggiungibili sui loro servizi reali (HTTP, un database, ecc.). L'assenza di risposta a un ping è quindi una prova significativa di inattività solo se combinata con altri segnali, come il fatto che anche l'applicazione stessa non risponda. Al contrario, un ping riuscito non garantisce affatto che il servizio applicativo ospitato su quella macchina funzioni correttamente - sono due livelli dello stack di rete del tutto indipendenti.
Quando usarlo
La prima cosa da verificare prima di escalare un ticket: la macchina risponde almeno, prima di indagare oltre? Confermare la connettività dopo una modifica a una regola firewall o a una tabella di routing, per assicurarsi che la modifica non abbia interrotto l'accesso. Stabilire una misurazione di latenza di riferimento prima di un rollout VoIP o di un failover di un collegamento operatore, in modo da avere un punto di confronto oggettivo se in seguito arrivano lamentele sulla qualità delle chiamate. Un controllo di stato periodico e leggero per un MSP che monitora più sedi cliente in parallelo, sempre come complemento - mai come sostituto - di un monitoraggio più approfondito a livello applicativo.
Traceroute
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Whois
Cerca le informazioni di registrazione per un dominio o un indirizzo IP.
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Porte aperte (0)
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Fonte: ARCEP, dataset "Sites indisponibles", pubblicato con Licence Ouverte / Etalab 2.0 - riuso commerciale esplicitamente consentito, a differenza dei dati IODA/CAIDA usati in precedenza in questa scheda. Il badge Normale/Attenzione/Allerta è una stima interna (numero di guasti odierno rispetto alla mediana dei giorni precedenti), non una classificazione ufficiale dell'ARCEP. Link alle fonti qui sotto.
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Fonte: ARCEP, dataset "Qualité des réseaux en fibre optique", pubblicato con Licence Ouverte / Etalab 2.0 - riuso commerciale esplicitamente consentito. Link alle fonti qui sotto.
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